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Alla scoperta della costiera amalfitana

La Costiera Amalfitana è senza alcun dubbio uno dei posti più suggestivi del Mediterraneo, probabilmente dell’intero pianeta. Un luogo del mondo talmente incantevole che persino Omero, nel raccontare il viaggio di ritorno ad Itaca dell’eroico Ulisse, vi collocò le sirene, che con il loro canto melodioso attiravano le navi degli sventurati viaggiatori.

Premetto che non sarà l’unico articolo che scriverò su questo territorio, poiché per me rappresenta effettivamente un luogo dell’anima e la bellezza che sprigiona in ogni stagione, anno dopo anno, mi colpisce così intensamente che non basterebbe tutta Wikipedia per raccontarlo in modo soddisfacente.

Oggi vorrei soffermarmi su due località particolari della splendida costiera Amalfitana, sicuramente non tra le più celebrate ma incredibilmente significative ed interessanti per ricchezza di prodotti, di storia, di sapori e profumi e ovviamente per la loro bellezza paesaggistica, che come potrete ammirare dagli splendidi scatti di Paola è qualcosa di straordinariamente poetico.

Il periodo perfetto per visitare questi luoghi, ciò vale in realtà per tutta la Costiera Amalfitana, a mio parere è la fine di Maggio o l’inizio di Giugno, quando il sole splende, le strutture ricettive sono praticamente tutte in funzione, ma i flussi di turisti non sono ancora nel pieno della stagione estiva. Inoltre essendo un piccolo golfo, nel mese di Agosto la presenza di molte navi da crociera e Yacht contribuisce negativamente a sporcare il mare.

Cetara

Spiaggia di Praiano

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Il borgo dei pescatori: la splendida cetara

La prima località che voglio presentarvi è il bellissimo borgo di Cetara, piccolo porticciolo di pescatori la cui atmosfera ha pochissimi eguali al mondo.

Il panorama di questo splendido paesino è particolarmente caratteristico ed include tutte le particolarità che rendono unico questo luogo del mondo. Ovviamente il mare è la presenza dominante per eccellenza, sia per come avvolge tutta la costiera circostante, sia per come influisce persino ora, nel 2017, nella vita di chi abita questo borgo. Infatti nonostante il turismo rappresenti un’entrata consistente, nell’economia del piccolo comune la prima voce a bilancio rimane la pesca.

E’ impossibile passeggiate per il corso di Cetara (che è praticamente l’unica via del Paese se si escludono i vicoletti pedonali) senza lasciarsi catturare dai profumi del porto, delle reti da pesca e delle alici fresche e sotto sale.

Vista di Cetara dal porto | © Paola Kervin

Ma parlando di Cetara non si può non nominare la colatura di alici, una ricetta millenaria che consiste nell’estrazione del liquido che le alici disidratate dal sale lasciano colare dalle enormi botti in cui vengono inserite e pressate, un vero e proprio concentrato di sapidità marina che può rendere uno spaghetto aglio, olio e origano (sull’origano ci torneremo) un piatto assolutamente indimenticabile. L’altro elemento fondamentale di questo paesaggio è il monte Falerio che domina le spalle del paese inondandolo di verde e marrone. La natura di questo monte è eccezionale poichè in parte è rigogliosa di agrumi tra cui limoni e cedri, con cui vengono preparati degli ottimi liquori, ed in parte è rado e selvaggio.

E’ proprio la parte selvaggia a racchiudere i prodotti ed i profumi più interessanti. L’origano che cresce sui monti della costiera è indescrivibile a parole. Le botteghe tipiche Cetaresi espongono rami di origano fresco che viene regalato ai clienti in seguito ad ogni acquisto. L’odore di questa spezie selvatica è l’essenza della costiera, è un’emozione per chi ama il cibo come lo amo io, è l’unicità della pizza alla marinara, è l’essenza di un piatto di spaghetti, è il miglior ricordo che potete portare a casa.
Fruttivendolo di Cetara
Fruttivendolo a Cetara | © Paola Kervin

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Un tuffo nel passato: la magica praiano

La seconda località che voglio raccontarvi è l’incantevole spiaggia di Praiano (Marina di Praia, Via Praia, 84010 Praiano SA), anche in questo caso le immagini saranno sicuramente più eloquenti delle mie parole, ma ci sono alcuni dettagli che credo valga la pena sottolineare.

Innanzi tutto premetto che è assolutamente possibile visitare la spiaggia di Praiano nello stesso giorno in cui si visita Cetara. Infatti distano poco meno di un’ora di macchina l’una dall’altra. La strada provinciale che costeggia tutto il golfo di Salerno per portare fino a Sorrento, è si lenta e tortuosa, ma anche una delle più belle d’Italia per quanto riguarda i paesaggi che si incontrano.

La bellezza di questa piccola cala tra le imponenti rocce della costiera è stupefacente, non solo da un punto di vista strettamente naturalistico ma anche e soprattutto culturale. La sensazione che si ha appena vi si mette piede è quella di essere catapultati indietro nel tempo di più di mezzo secolo; le reti da pesca sono ammucchiate su un angolo della spiaggia, le casette incastonate in un stretta gola tra le rocce esibiscono la loro tradizionale bellezza, gli anziani pescatori trascinano le barche a remi di forza sulla spiaggia di brecciolino dal bagnasciuga.

Scorri per guardare tutte le foto | La spiaggia di Praiano | © Paola Kervin

Una particolarità di questa insenatura inoltre, è la passerella di roccia che passando a pelo d’acqua costeggia la scogliera per circa 500 metri, arrivando in fine alla discoteca “Africana”, storico pilastro della vita notturna delle estati Amalfitane. L’ultima esperienza che vi consiglio assolutamente di provare in questo paradiso terrestre è pranzare nel locale del simpaticissimo Armandino.

Qui si possono gustare piatti di mare e specialità Amalfitane in una cornice surreale; i tavoli sono collocati praticamente tra le barche, i profumi sono gli stessi che uscivano dalla cucina di mia nonna quand’ero bambino: il polpo pescato in giornata, le alici a marinare nell’aceto, il soffritto di aglio, olio e pomodorini…

Scorri per guardare tutte le foto | Passeggiata lungo la scogliera | © Paola Kervin

Spero di avervi trasmesso, almeno in parte, l’emozione che questi luoghi suscitano in me fin dall’infanzia e come di consueto vi lascio un’ultima “chicca” riguardo il vino da provare abbinato ai piatti di mare tipici del posto.

In costiera vi sono diverse cantine di ottimo livello, specialmente nella parte più alta e nel comune di Ravello, io personalmente ho apprezzato moltissimo, come rapporto qualità prezzo “Selva delle Monache” di Ettore San Marco, un blend di Biancolella e Falanghina, fresco e piacevolissimo al palato, lo consiglio in abbinamento con frutti di mare ed insalata di polpo.
Fruttivendolo di Cetara

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